

Disturbi emotivi nei bambini
Essere genitori vuol dire assumersi la responsabilità di far emergere il potenziale del proprio figlio e garantirgli un buon equilibrio psico-fisico.
C'E' QUALCOSA CHE NON VA IN MIO FIGLIO
Spesso mamme e papà mi contattano chiedendomi di vedere il loro bambino perché è sempre arrabbiato, ha un comportamento ingestibile, ha scatti di ira alternati a momenti in cui sembra un agnellino, non sta mai fermo e non rispetta le regole.
Oppure genitori preoccupati per l'isolamento sociale del figlio pre-adolescente o adolescente, o che manifesta stati ansiosi, attacchi di panico, paure irrazionali pur essendo un bravo ragazzo/a.
LA SOLUZIONE PASSA ATTRAVERSO UNA ANALISI DELLO STATO PSICHICO DEL BAMBINO/RAGAZZO E DELLE MODALITÀ' EDUCATIVE E COMUNICATIVE DEI GENITORI
Non ho ancora incontrato un bambino/ragazzo che non venga positivamente o negativamente influenzato dal comportamento dei propri genitori.
Genitori soddisfatti di sé e della propria relazione di coppia, che sanno dare regole, porre limiti, definire ruoli e accogliere l'unicità dei propri figli, facendo magari i conti con la frustrazione di avere un figlio/a diverso/a dall'immaginato, offriranno un terreno fertile e sicuro al proprio bambino. Egli crescerà sentendosi amato per ciò che è, sapendo gestire le frustrazioni e avendo la sicurezza di poter affrontare le sfide che la vita gli presenterà.
Questa logica è stata comprovata da anni di studio della Psicologia dell'Età Evolutiva, a partire dalla teoria sociale di Vygotskij (1896-1934), a quella neuropsicologica di Lurija (1902-1977) fino a quella dell'attaccamento di Bowlby (1907-1990).
A partire da queste evidenze, qualora si ravvisasse nel bambino un comportamento o uno stato emotivo NON FUNZIONALE al suo processo di sviluppo cognitivo e sociale, non si può ignorare l'indagine delle modalità comunicative ed educative presenti nel contesto familiare.
I genitori verranno accompagnati nella conoscenza delle caratteristiche e delle competenze del proprio figlio in base al livello di sviluppo raggiunto. successivamente si delineeranno insieme dei comportamenti educativi in grado di far fronte ai suoi bisogni senza che egli debba ricorrere a comportamenti aggressivi o ansioso-depressivi.
IL PERCORSO DI TRATTAMENTO
FASE VALUTATIVA: fondamentale per comprendere la complessità all'interno della quale si sviluppa il comportamento disfunzionale del bambino/ragazzo è costituita da tre momenti.
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Primo colloquio con i genitori per l'indagine dello stile educativo
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Valutazione del funzionamento psichico del bambino/ragazzo attraverso gioco clinico o colloquio clinico (a seconda dell'età) ed eventuale somministrazione di prove oggettive (test)
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Test per l'indagine delle posizioni relazionali all'interno della famiglia
TRATTAMENTO PER BAMBINI SOTTO GLI 11 ANNI: in base ai risultati della valutazione verrà proposto un percorso di risoluzione delle difficoltà comportamentali e/o emotive del bambino che prevede dei colloqui cadenzati con i genitori solitamente in presenza del bambino e intervallati o meno da incontri individuali con il bambino
TRATTAMENTO PER RAGAZZI DAI 12 ANNI IN SU:in base ai risultati della valutazione verrà proposto un percorso di risoluzione delle difficoltà comportamentali e/o emotive del ragazzo che prevede dei colloqui cadenzati individuali con lui/lei intervallati da incontri con i genitori.
IL RUOLO DEGLI INSEGNANTI. La scuola è il contesto di vita principale dei bambini/ragazzi. Per tale motivo, se si ravvede la necessità, effettuo dei colloqui periodici anche con gli insegnanti fornendo loro spiegazioni dei comportamenti disturbanti e strategie di gestione in linea con il percorso che si sta svolgendo in studio.
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